Il 22 Novembre 2019 si è tenuto presso l’Ospedale di Sassuolo un incontro sulla diagnosi precoce del carcinoma squamoso dell’ano. L’argomento scelto ha suscitato molto interesse nell’ampia platea di medici ed infermieri delle provincie Emiliano- Romagnole presenti. Infatti, oltre a rappresentare un hot topic a livello internazionale, l’organizzazione con cui viene affrontato il problema a Sassuolo rappresenta un unicum a livello regionale. Da circa 3 anni un gruppo di specialisti in più discipline afferenti sia al reparto di chirurgia proctologica dell’Ospedale di Sassuolo che al Policlinico di Modena ( malattie infettive, MST, chirurgia generale e anatomia patologica) collaborano strettamente attuando un percorso diagnostico-terapeutico dedicato ai pazienti ad alto rischio di sviluppare questa neoplasia (Tab1) un tempo considerata molto rara di cui è oramai accertato l’aumento del tasso di incidenza a livello internazionale direttamente collegato alla diffusione del papilloma virus (HPV) a cui questa neoplasia è correlata. Sono stati affrontati i vari argomenti a partire dall’istopatologia al ruolo del virus HIV e HPV nella carcinogenesi. Successivamente è stata sviluppata ed analizzata la parte tecnica concentrando l’attenzione sul pap-test anale e sulla modalità di esecuzione dell’anoscopia ad alta risoluzione (HRA). La mattinata si è conclusa con l’analisi delle linee guida pubblicate dalla Società Italiana di Chirurgia Colorettale (SICCR) sulle varie opzioni terapeutiche disponibili.

Dopo una breve colazione di lavoro l’incontro è ripreso con l’esposizione dei primi risultati ottenuti ponendo l’accento sulla percentuale di lesioni displastiche ad alto grado riscontrate e sul trattamento eseguito. L’importanza del percorso è divenuta maggiormente chiara quando è stato esposto quello che accade se questa forma di tumore viene diagnosticata in una fase tardiva. Seppur con buoni tassi di sopravvivenza la necessità di radioterapia e , a volte, di chemioterapia rende molto impegnativo per il
paziente il percorso di cura. Infine, nell’ultima relazione, si è parlato della qualità di vita dopo resezione addominoperineale secondo Miles, intervento demolitivo necessario se la neoplasia recidiva dopo trattamento con radioterapia e chemioterapia. A parlarne la stomaterapista della struttura che ha cercato, anche tramite un intervista registrata ad un paziente, di far capire quali sono i pensieri e i problemi di una persona con una stomia definitiva nonostante i notevoli miglioramenti tecnici e tecnologici nel confezionamento e nella gestione post-operatoria oggi disponibili.