Ho avuto l’onore ed il piacere di organizzare per il 19 giugno un incontro del Club degli Amici della Proctologia.

Quando Roberto mi propose l’evento, due erano le preoccupazioni: la prima, cercare degli argomenti scientifici che potessero destare ancora interesse e l’altra, evitare una aula vuota o con soli relatori.

Inevitabilmente la scelta del programma risentì della mia attività professionale in ambito di incontinenza fecale e di patologia emorroidaria.

L’incontinenza fecale, da sempre sottovalutata sia da parte dei pazienti, sia da parte di noi specialisti, in quanto pensiamo di non poter fare molto per questi pazienti, i quali avviliti, spesso, rifiutano anche solo di parlarne con il proprio medico. Tuttavia la tecnologia ci viene incontro e non dobbiamo più temere di trattare questi pazienti e non dobbiamo più aver paura degli insuccessi.

Ho avuto il piacere di avere con noi illustri colleghi che ci hanno illustrato le metodologie diagnostiche e terapeutiche più all’avanguardia. Notevole l’interesse suscitato nella platea così come la discussione che, mio malgrado, sono stato costretto ad interrompere visto il tempo di durata della stessa che era andata oltre qualsiasi aspettativa. Ciascuno dei presenti ha potuto confrontarsi ed acquisire nuovi strumenti utili per il trattamento di questi pazienti. Ciò mi ha reso estremamente soddisfatto così come molto contento sono stato nell’apprendere che al prossimo Meeting di Rimini, organizzato da Roberto Villani, ci sarà anche uno spazio per l’incontinenza fecale.

L’altro grosso tema sul quale ci siamo confrontati è stato la malattia emorroidaria. Tutto ed il contrario di tutto è stato detto e pubblicato. Il mio scopo era quello, tuttavia, di fare il punto sulle diverse metodiche chirurgiche e con azzardo ho messo insieme colleghi con pensieri scientifici completamente opposti. Grande soddisfazione vedere come la discussione non sia mai degenerata, anzi è stata estremamente costruttiva. Non abbiamo assistito alle solite querelle Longo si, Longo no, THD si o no, Milligan si, Milligan no. Tutti abbiamo convenuto che ciascuna tecnica presenta delle specifiche indicazioni e naturalmente porta con se specifici rischi di complicanze.

Infine, un ringraziamento a tutti i colleghi che mi hanno voluto onorare della propria presenza e soprattutto del loro apporto alla discussione sempre vivace, nei binari della correttezza.

Non posso terminare queste due righe senza ringraziare Alessandra che mi è stata di supporto nella organizzazione e nella riuscita dell’evento.

Spero di ritrovarvi a presto,

Michele Schiano di Visconte

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